Il tuo peluche va in vacanza

Agenzia viaggio pupazzi

In Giappone c’è un’agenzia turistica per animali di pezza: sì, avete letto bene. Fa viaggiare il vostro orsetto, lo porta al Monte Fuji e vi manda le foto. Di solito, gli orsetti, tra loro, fanno amicizia…

Su vanityfair si parla di pupazzi in giro per il mondo. Avete mai sentito di un’agenzia viaggi per pupazzi? Beh, qualcuno (in Giappone) lo ha fatto e ha fondato la prima agenzia di viaggio per peluches.

Vi riportiamo l’articolo:

“Se considerate il vostro peluche come un fratello o un vero cane (o gatto, etc) perchè non fargli scoprire il mondo? Viaggiare fa bene a tutti. Basta contattare Unagi Travel, sottotitolo “Japan Travel Agency for stuffed animals”, e organizzategli una vacanza. Vi basterà spedire il vostro amico all’agenzia, in un pacco, e Sonoe Azuma, 38 anni, bankers di Tokyo e titolare dell’agenzia si occuperà di tutto, il resto portandolo in un tour di gruppo con altri orsetti e scattandogli fotografie che saranno postate giorno per giorno sulla pagina Facebook dell’agenzia.

Ovviamente l’itinerario lo scegliete voi tra i quattro disponibili per ora, tutti entro i confini del Sol Levante. Il tour di Kyoto, per esempio, è il più costoso (95 dollari) e porterà il vostro peluche in giro per la città vecchia: il prezzo comprende una cartolina spedita dal vostro amico di pezza, un cd rom con le sue foto e anche un’assicurazione che, in caso di incidente o smarrimento del peluche, vi rimborserà 100 dollari.

Avete mai sentito di un'agenzia viaggi per pupazzi? Beh, qualcuno (in Giappone) lo ha fatto e ha fondato la prima agenzia di viaggio per peluches.

Qual è il senso di tutto questo? Ci risponde la stessa Azumi: «Ho aperto l’agenzia perché ho pensato che chi per motivi fisici o economici non può viaggiare, sarebbe stato felice di vedere il mondo così, attraverso il suo alter ego di stoffa. L’ho aperta tre anni fa ma all’inizio non ho avuto molto fortuna. La gente non capiva cosa stavo facendo. Ultimamente ho ricevuto tante domande, anche da uffici e piccole aziende, ma soprattutto da privati, per esempio da genitori che hanno pensato che vedendo il proprio orsetto in viaggio avrebbero ispirato i figli nel conoscere il mondo». Insomma, tutto ciò che a noi sembra un’impresa altamente surreale, in realtà ha un intento più che mai serio e Azumi non apprezza domande ironiche a riguardo. «Ho fatto viaggiare in tutto 350 pupazzi che vengono soprattutto dall’estero, dagli USA, dal Canada, Australia, Singapore, Hong Kong, Vietnam, UK, Olanda, Grecia» E aggiunge: «Sfortunatamente nessuno italiano per ora».”

In tempi di crisi sembra un pò esagerato inviare il proprio peluche in vacanza, anche perchè, diciamolo, spesso i primi a non poter andare in vacanza sono proprio le famiglie dei peluche. Tuttavia è da apprezzare lo spirito imprenditoriale di Azumi.